Bufale su Facebook: ecco come saranno smascherate

Quante volte scorrendo la bacheca e ci rendiamo conto di quante bufale facebook vengono condivise da amici e parenti senza volerlo o senza il giusto controllo delle fonti?

Chi crea siti di bufale sa che ormai può contare sulla viralità del social network, guadagnando soldi con i click degli ignari creduloni.

Finalmente Facebook ha mostrato un anteprima del suo sistema progettato per “combattere” le notizie false, le cosiddette bufale, che si trovano giornalmente sul famosissimo social network.

Subito sotto un post condiviso che riguarda una bufala, facebook mostrerà un punto esclamativo di colore rosso con la scritta “Contestata”.

Bufale Facebook: ecco come saranno smascherate

bufale facebook

È successo a ripetizione, in particolare negli Stati Uniti e durante la campagna elettorale che elesse Donald Trump. La condivisione di notizie false ha portato alla comparsa sotto quelle condivisioni della frase “Disputed by” che significa “Contestata da”.

Così si mettono in guardia i lettori più ingenui e disinformati che quella notizia non è attendibile, bloccandone soprattutto il flusso virale.

Quando qualche sito web contesta le affermazioni che sono state pubblicate da un altra fonte di informazione (anzi disinformazione direi) Facebook farà visualizzare il messaggio di allerta a chiunque legga quel post.

Il sistema prevede diversi passaggi.
  • La notizia falsa dovrà essere segnalata da un numero sufficiente di utenti utilizzando la funzione “Segnala post” e poi “Si tratta di una notizia falsa” (oppure è facebook stesso ad accorgersene automaticamente tramite i suoi algoritmi)
  • La notizia falsa viene inviata alle organizzazioni aderenti al servizio gratuito di verifica delle notizie
  • Per finire, per far si che sia aggiunta l’etichetta, almeno due organizzazioni devono indicare la notizia come bufala

Ormai ci siamo, perché la pagina di supporto dove facebook spiegherà il tutto è già pronta.

I fact-checker indipendenti.

Non manca uno fra gli strumenti più efficaci in rete, il sistema dei feedback degli utenti sullo stesso Facebook. Ma è con analisti indipendenti che Facebook ha scelto di smascherare i bidoni (o fake news, che dir si voglia).

Il controllo quindi non si affida alla sola tecnologia, ma anche ad un controllo umano che prevede la rimozione degli account falsi e il blocco degli spammer.

I fact-checker (certificati dall’International Fact-Checking Network, un’organizzazione apartitica) si occupano del controllo delle notizie, delle relative fonti e della valutazione della loro accuratezza.

Provvedimenti contro i trasgressori recidivi.

Le Pagine e i siti web che condividono ripetutamente notizie false perderanno visibilità e non potranno più fare pubblicità.

Inoltre gli utenti che avranno condiviso delle fake news riceveranno una notifica che la notizia è stata valutata come falsa dai fact-checker. Anche gli amministratori della Pagina saranno informati se condividono notizie ritenute false.

Attenzione al reato in caso di profilo Facebook falso.

Con la sentenza della Corte di Cassazione n. 22049 del 2020,
fa seguito al caso di una persona condannata per aver offeso la reputazione altrui a mezzo internet, creando falsi profili su Facebook, utilizzando anche immagini caricaturali della persona offesa.

I reati contestati sono stati:
-l’art. 595 c.p che punisce la diffamazione
-e l’art. 494 c.p. che prevede la sostituzione di persona.

L’imputato è ricorso in Cassazione ma questa ha dichiarato il ricorso inammissibile.

Insomma… l’anonimato non è più garantito, e ben venga se serve a limitare i furbetti che agiscono in malafede.


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