Come verificare la Velocità Internet e cosa fare se il contratto non viene rispettato

Come verificare la Velocità Internet e cosa fare se il contratto non viene rispettato

La normativa vigente prevede che ogni consumatore, sia esso un utente privato o un professionista, possa conoscere le prestazioni minime che dovrà garantire una connessione dati attivata presso qualunque operatore di telecomunicazioni. La velocità Internet è un tema sul quale si concentrano spesso le disquisizioni degli utenti: sono frequentissime le lamentele di abbonati che sostengono di non raggiungere assolutamente le prestazioni pubblicizzate dal provider.

Per stabilire la velocità Internet e, quindi, la banda disponibile in download e in upload, esistono tanti test online ma solamente uno (vedere più avanti), realizzato da AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e Fondazione Ugo Bordoni, consente – ove necessario – di presentare una contestazione formale all’operatore di telecomunicazioni.

Come verificare la Velocità Internet e cosa fare se il contratto non viene rispettato

velocità internet

Prima di offrire qualunque suggerimento, è indispensabile essere in possesso di alcuni elementi di fondamentale importanza:

1) Conoscere la differenza tra Megabit e Megabyte

Per capire la differenza tra Megabit e MegaByte conviene partire dalle unità di misura base, ossia il bit e byte.
Un byte è composto da 8 bit, per cui possiamo dire che un byte è 8 volte più grande di un bit o matematicamente, 1 byte = 8 bit.
Di conseguenza, un megabyte è 8 volte più grande di un megabit, ossia 1 megabyte equivale a 8 megabit.
Viceversa, un Megabit (Mb) è uguale a 0,125 MegaByte (MB).

Secondo la tabella di conversione tra byte e bit abbiamo:
1 Byte = 8 Bit
1 Kbyte (KB) = 1024 Byte = 8192 Bit
1 Megabyte (MB) = 1024 Kbyte = 8192 Kbit (Kb)
1 Gigabyte (GB) = 1024 Megabyte (MB) = 8192 Mbit (Mb)

Nelle offerte di connettività pubblicizzate da ogni operatore la velocità massima ottenibile è espressa in Mbps (Megabit per secondo).

2) Quando si esegue qualunque test, verificare che non ci siano trasferimenti dati in corso, né in download né in upload

Ogni volta che si controlla la velocità Internet, sarebbe bene, per avere un dato attendibile, disattivare il modulo WiFi sul router (in modo che nessun client wireless possa temporaneamente collegarsi) ed effettuare la prova da un PC collegato mediante cavo Ethernet. Tale PC dovrà essere l’unico connesso al router. Per verificare i client connessi al modem router si può ricorrere anche a Fing.

3) Verificare che il PC usato per il test non effettui trasferimenti dati

Se il PC effettuasse qualche trasferimento dati durante l’effettuazione del test, la velocità Internet potrebbero apparire nettamente inferiore rispetto alla situazione reale. È quindi fondamentale controllare che il PC non scambi altri dati durante l’esecuzione del test sulla linea: qualunque attività di scambio dati in background, compreso il download o l’upload (in Windows 10) degli aggiornamenti del sistema operativo potrebbe falsare il risultato.

Prima di effettuare il test, una buona verifica consiste nel premere la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+ESC per aprire il Task Manager, cliccare sulla scheda Prestazioni quindi sulle voci Ethernet.
Se, per tutte le schede di rete (Ethernet), il traffico fosse sostanzialmente a zero, allora si potrà eseguire il test della connessione in uso.

4) La connessione Internet potrebbe diventare improvvisamente lenta nel caso in cui un qualunque dispositivo effettuasse upload pesanti

Quando si effettua il download di dati dalla rete Internet, sulla base di quanto prevede il protocollo TCP/IP, il client deve sempre inviare al server remoto un pacchetto dati ACK (acknowledge) per attestare di aver correttamente ricevuto i pacchetti. Quando la banda in upstream è completamente occupata (ad esempio da altri client collegati alla rete locali o anche da un solo dispositivo connesso al router, via WiFi o cavo Ethernet), gli ACK partono in ritardo o comunque vengono spediti molto lentamente facendo crollare le prestazioni della connessione. Anche le attività di download, come la semplice consultazione delle pagine web, diventano faticosissime e la latenza (ovvero la risposta di ciascun server remoto) aumenta considerevolmente.

5) I sistemi Windows 10 possono saltuariamente rallentare la rete

Come spiegato al precedente punto 4), i dispositivi Windows 10, nella configurazione predefinita, potrebbero talvolta causare evidenti rallentamenti in fase di upload/download sull’intera rete locale.

I vari speedtest disponibili in rete consentono di effettuare una stima della banda disponibile in kbps, Mbps o Gbps. Essi aiutano a valutare la capacità del collegamento ma il risultato può essere considerato sufficientemente attendibile se e solo se – come spiegato in precedenza – i dispositivi collegati al proprio router non fossero impegnati in trasferimenti dati in upload/download:

– Un ottimo speed test, forse il più veloce e immediato disponibile “sulla piazza” è speedtest Fast.com.
Fast.com non restituisce informazioni sulla velocità di trasferimento dati in upload né indica la latenza rilevata ma in men che non si dica offre un responso sulla banda disponibile in downstream.
– Tra gli strumenti più famosi resta ovviamente sempre in auge lo Speed test di OOKLA.

Se la velocità Internet non fosse all’altezza delle aspettative e le performance insoddisfacenti perdurassero nel tempo, ci si può orientare sull’utilizzo del software gratuito Nemesys.
Sviluppato da AGCOM e Fondazione Ugo Bordoni, Nemesys è l’unico strumento riconosciuto in Italia per contestare all’operatore di telecomunicazioni le performance rilevate sulla propria linea.
In primis, prima di usare Nemesys, è bene applicare attentamente quanto indicato ai precedenti punti 1)-6).
Per poter effettuare misure valide con Nemesys, è infatti necessario che il computer sia collegato al modem router tramite cavo Ethernet, che il WiFi sia spento, che non ci siano altri dispositivi che si collegano alla rete Internet né tramite cavo né tramite WiFi (smartphone, tablet, SMART-TV, dispositivi IPTV o VoIP,…), che non vengano avviati trasferimenti di dati in grado di modificare la banda di rete rilevata nel corso del test; che sul PC ove s’installa Nemesys CPU e RAM non risultino talmente sovraccariche da non permettere il normale funzionamento del software.

Nemesys consente di produrre un certificato in cui vengono attestate le prestazioni della connessione Internet oggetto del controllo. Tale certificato viene generato solamente nel caso in cui il software rilevasse una palese violazione delle condizioni contrattuali da parte dell’operatore di telecomunicazioni.
Per certificare in maniera completa la linea, Nemesys deve effettuare 96 misure, una ogni 15 minuti ovvero quattro l’ora per 24 ore.
Qualora alcune delle misure non venissero effettuate per condizioni errate, Nemesys provvede di nuovo – al medesimo orario – entro le 48 ore successive.

Per utilizzare Nemesys (scaricabile a questo indirizzo) ed eseguire il test valido a fini probatori, è necessario registrarsi in questa pagina.
Le credenziali d’accesso comunicate dovranno essere utilizzate per effettuare il login nell’applicazione.
Nel caso in cui la misurazione svolta con Nemesys rilevasse valori peggiori rispetto a quanto garantito dall’operatore, “il risultato costituisce prova di inadempienza contrattuale e può essere utilizzato per proporre un reclamo per richiedere il ripristino degli standard minimi garantiti. Ove non vengano ristabiliti i livelli di qualità contrattuali, passati 45 giorni dal rilascio del primo certificato, una seconda misura sempre effettuata con Nemesys e che confermi valori peggiori rispetto a quanto garantito dall’operatore può essere utilizzata come strumento di recesso senza penali“, spiega AGCOM.

Nemesys non misura le generiche prestazioni ottenibili visitando un qualsiasi host remoto ma proprio perché esse potrebbero essere condizionate da più fattori (i.e. congestione della rete esternamente al network del provider oggetto di verifica), il programma svolge una serie di test non uscendo mai dalla rete dell’operatore di telecomunicazioni.
I server sui quali poggia Nemesys sono infatti posizionati in corrispondenza dei punti fisici di interscambio tra le reti dei vari operatori (Neutral Access Point).

La normativa vigente, relativamente alla qualità di accesso ad Internet, prevede tre indicatori: velocità di trasmissione dati, ritardo di trasmissione dati e tasso di perdita dei pacchetti.
Tutti i parametri sono misurati da Nemesys che controlla automaticamente il livello del servizio.

A questo proposito, è bene tenere presente che una contestazione può essere eventualmente avanzata nei confronti dell’operatore di telecomunicazioni se le prestazioni fossero inferiori agli standard minimi di qualità da esso previsti contrattualmente.
In altre parole, non importa che il provider pubblicizzi una connessione come in grado di offrire 7, 20, 30, 100 o 200 Mbps: ciò che è fondamentale è quanto riportato come standard minimo.
Una volta i provider si tutelavano inserendo appena 128, 256 o 512 kbps come banda garantita in downstream: adesso, fortunatamente, le cose sono cambiate e per una connessione in fibra a 30 Mbps si trovano spesso 21 Mbps in download e 1,2 Mbps in upstream garantiti con 80 ms di ritardo massimo e 0,1% di tasso di perdita dei pacchetti.

Per le ADSL i valori indicati come minimi accettabili sono di solito certamente più penalizzanti: per una 20 Mbps, spesso figurano 7,2 Mbps in downstream e 400 kbps in upstream, con 100-120 ms di latenza massima e 0,1% per quanto riguarda il tasso di perdita di pacchetti.

Potrebbero anche interessarti:

Avatar

Angelo Emanuele Lombardo

Un pensiero su “Come verificare la Velocità Internet e cosa fare se il contratto non viene rispettato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *